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Questa startup vuole usare l’Intelligenza Artificiale per le missioni spaziali

Un hackathon sullo spazio che si tiene in contemporanea in tutto il mondo il 19 e 20 ottobre (in Italia a Torino, Milano, Pisa, Napoli, Brescia e Roma). Un’iniziativa organizzata dalla NASA, per fare cosa? Per raccogliere dati di alta qualità che coprono tutte le parti del pianeta, con l’obiettivo di dirci qualcosa in più sul mondo in cui viviamo, prevedendo i futuri processi della Terra. NASA Space Apps Challenge è un po’ questo: è esplorazione, è viaggio. Ma è anche open innovation.

Qui Torino. Perché sì la NASA metterà a disposizione dei partecipanti la sua banca dati, da utilizzare e implementare liberamente nei vari progetti, ma quei progetti potrebbero diventare in futuro organici alle Big dello spazio. E chissà che non succeda proprio ad Aiko Space, una delle startup che parteciperà all’appuntamento di Torino, a I3P. Sì, proprio all’acceleratore del Politecnico di Torino, dove il team ha mosso i primi passi. Di che si occupa Aiko Space? Di sviluppare soluzioni di Intelligenza Artificiale per le missioni spaziali. Ne abbiamo parlato con Ilaria Bloise, che è mentor della NASA Space Apps Challenge e in Aiko Space si occupa di Deep Learning e Data Science.

Deep Learning e atterraggio lunare autonomo. Per capirsi, Ilaria si è occupata di progettazione di algoritmi di intelligenza artificiale per applicazioni spaziali grazie a una tesi sviluppata presso il dipartimento di ingegneria industriale e di sistema dell’Università dell’Arizona (USA). Il progetto finale “Un approccio di Deep Learning all’atterraggio lunare autonomo” è stato un’attività di ricerca nel campo di strumenti innovativi per la navigazione e il controllo di veicoli spaziali nelle operazioni di prossimità della Luna. «Il segreto per essere competitivi nel settore dello Spazio? Ci vuole tanta curiosità, occorre restare al passo con quello che sviluppa la ricerca e ci vuole tanta passione» ha spiegato Ilaria. Ecco cos’altro ci ha detto.

Il team di AIKO Space

AIKO Space si occupa di Intelligenza Artificiale.
«Sono Deep Learning engineer. Faccio parte di un team di 7 persone e mi occupo di sviluppare algoritmi di Intelligenza Artificiale. Vogliamo rendere autonome le missioni spaziali».

Autonome. In che modo?
«Il nostro prodotto è una libreria software che permette di automatizzare operazioni, che a ora vengono eseguite a terra da operatori. Rendere autonome queste operazioni vuol dire velocizzare i processi e ottimizzare i costi».

Siete già operativi? 
«In due anni abbiamo prodotto 5 product of concept e da un mese siamo in orbita con un’azienda che ci ha permesso di testare il nostro software. In più, abbiamo altre due missioni in programma per il 2020-2021».

Quando è stata costituita AIKO Space?
«Nel 2017. L’idea è del founder Lorenzo Feruglio, sviluppata a partire dalla sua tesi di dottorato al Politecnico di Torino. Al momento siamo incubati a I3P».

E la NASA Space Apps Challenge?
«Saremo a questa iniziativa, dove ci è stato chiesto di valutare i progetti dei team. Io sono mentor. Vorrei instaurare con i ragazzi un confronto e un dialogo».

 

 

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