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Copywriting per interfacce grafiche: gli elementi che compongono i testi di un prodotto digitale

  • UI e UX writing: tutto quel che c’è da sapere
  • La Headline ha il compito di enfatizzare il messaggio informativo, il segreto è nella strategia
  • Il server in down momentaneo non è una pagina in manutenzione, ad ogni problema corrisponde una soluzione

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Quando scritto bene, il copy diventa una parte fondamentale per determinare prestazioni di successo di un’interfaccia utente.

Testo e componenti visivi si supportano reciprocamente per creare la migliore esperienza utente in grado di supportare il prodotto di cui parlano.

Se associ ancora il termine UI copywriting o digital copywriting ai lunghi blocchi di testo che trovi nei blog o nelle pagine informative, sappi che ti stai riferendo solo alla punta dell’iceberg.

Cerchiamo quindi di fare chiarezza sui diversi tipi di copy che troviamo nelle interfacce utente.

LEGGI ANCHE: 5 buone pratiche di UX Copywriting per produrre un contenuto a misura di utente.

UI Copywriting, di cosa stiamo parlando?

Il Copywriting per le interfacce utente comprende la creazione sia di testi “lunghi”, che “molto brevi”.

Ogni parola inserita in un’interfaccia, è una parte inseparabile di un layout e svolge il suo ruolo nell’esperienza utente di un prodotto. Siamo arrivati al momento di introdurre anche il concetto di UX Writing.

Un copy efficace, oltre a migliorare l’usabilità di siti e app, ingaggia le persone e le incoraggia a proseguire l’esperienza e interagire con l’interfaccia.

LEGGI ANCHE: La differenza tra Copywriter e UX Copywriter

Testi informativi: quante parole ci vogliono per descrivere un prodotto?

Headline

La Headline è un titolo, una parola o una breve frase principale. Deve essere in evidenza, quindi giocata con l’ausilio di un grassetto o un font size diverso rispetto al testo.

 

credit: Design Raw

È il punto dove si concentrerà (e talvolta dove si fermerà) l’attenzione e la lettura da parte dell’utente.

Le Headline hanno il compito di enfatizzare il messaggio informativo di ogni pagina o sezione.

Un’ulteriore caratteristica è quella di essere brevi, accattivanti, per attirare e trattenere l’attenzione.

Secondo Buffer, piattaforma per il social media management, esiste la lunghezza perfetta: 6 parole.

A questo punto, se sei riuscito a concentrare significato, ingaggio e carattere informativo, supporta sempre le tue headline con un’immagine.

Subheadline

Le Subheadline – i sottotitoli – sono frasi concise che portano l’utente a scansionare velocemente il testo, aiutandolo ad entrare nell’argomento e capire se sia realmente interessato alla natura dell’informazione fornita.

Credits: Denis Shepovalov

 

Per creare una gerarchia visiva efficace, per le Subhead viene scelto un font size più piccolo rispetto alle headline, che però dovrà essere sempre maggiore rispetto alla Bodycopy.

Considera di scriverla in grassetto. In questo modo la gerarchia visiva incontra l’esigenza – e la fretta dell’utente – che verrà ingaggiato dalla Headline e accompagnato in un primo approfondimento dalla Subheadline.

Bodycopy

La Bodycopy si inserisce al terzo posto, nel podio gerarchico dei contenuti testuali informativi.

Solitamente ha un carattere maggiormente descrittivo, dove vengono approfondite le informazioni passate prima, in maniera più ingaggiante, nella Headline e più favorevoli alla scansione nella Subheadline.

 

Credits: Seafood Recipe

Visivamente si presenta come un blocco di testo più lungo, con una dimensione di font inferiore – o non completamente in bold – per accentuare il contrasto visivo.

In questo caso non esiste un mantra sul numero di battute/parole sufficienti o massime.

Stando ad un vecchio adagio (contemplato anche dalla SEO), un contenuto più lungo e informativo conferisce maggiore autorità e una migliore indicizzazione.

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Dall’altra, però, rimane necessario ricordarsi che gli utenti sul web non leggono, scansionano e che l’efficacia è direttamente proporzionale al grado di attenzione che il tuo testo è in grado di catalizzare.

E quando non si hanno evidenze scientifiche, bisogna sempre e solo porsi due domande: qual è il mio obiettivo? E la mia target audience?

Parti sempre pensando che gli utenti sono incredibilmente diversi: hanno obiettivi differenti, così come i desiderata e bisogni da soddisfare nel momento in cui intraprendono un’esperienza web, che sia desktop o tramite App.

Bodycopy lunghe o brevi portano con sé vantaggi e svantaggi e possono essere più o meno appropriati in relazione alla custom audience di un prodotto e dei suoi obiettivi di conversione.

Cosa succede nelle App e Landing Page?

Il discorso cambia quando ci focalizziamo sulla lunghezza dei copy dedicati ad App e Landing Page che, invece, spesso richiedono copy corti, incisivi e anche molto informativi.

Inoltre, parlando di interfacce mobile first, dobbiamo tenere conto di quella che è la visualizzazione ottimale su uno schermo piccolo. Troppo testo rischia di diventare difficile da leggere, poco accessibile e potrebbe intaccare l’estetica del prodotto.

Insomma, conserva virtuosismi di testo per prodotti che necessitano di un approfondimento tecnico (ad esempio se stai scrivendo un copy di approfondimento dedicato a professionisti, che hanno bisogno di una gran mole di informazioni).

Interazione, questione di parole

Caption

Tradotta letteralmente è una didascalia, un piccolo testo generalmente inserito sotto ad un’immagine e che ne descrive il contenuto.

Nelle User Interface sono spesso in caratteri piccoli o in corsivo, in quelle mobile sono dimensionate in relazione all’immagine.

Per essere incisiva, una Caption deve contenere dati accurati che aggiungano (o specifichino) informazioni che gli utenti non possono desumere solo dall’immagine.

Anche qui, presta attenzione al tono di voce che usi, che non solo sia coerente con il resto della pagina ma che tenga sempre conto del pubblico di destinazione e dei suoi obiettivi.

Se utilizzi immagini non libere da copyright, cita la fonte.

Call to Action

Disclaimer iniziale: le Call to Action – chiamate all’azione – non significano per tutti la stessa cosa. Inserire una CTA per un marketer può significare un’intera frase che spinga l’utente a fare qualcosa se invece parliamo di  UX Copywriting si intende esclusivamente il microcopy che popolerà un bottone.

Non lo chiamiamo Microcopy a caso: il numero di parole che contengono sono 1-2 al massimo.

Credits: Mailchimp

 

Le CTA richiedono notevole sforzo a livello di progettazione, che però abbatterà l’effort cognitivo dell’utente, non solo invitandolo ma anche rassicurandolo nel percorso digitale che sta affrontando.

Sforzati di scrivere un verbo in forma imperativa, in grado di fornire informazioni dirette e precise.

A livello visuale una CTA deve distinguersi dagli altri componenti del layout: eleva il contrasto, colori e dimensioni per evidenziarle e aumentare la leggibilità.

Notifiche

Sono brevi messaggi che hanno l’obiettivo di informare gli utenti su aggiornamenti, novità sul prodotto, upgrade e mantenere l’ingaggio con reminder.

L’obiettivo delle notifiche deve sempre essere quello di migliorare l’esperienza dell’utente, non di infastidirlo.

Per questo devono contenere solo informazioni preziose e chiare; tutto questo non dovrebbe superare i 25 caratteri per avere migliori performance.

Nella creazione di una notifica è essenziale mantenere il tono di voce del brand perché questo è un momento cruciale, dove si gioca una parte importante della percezione che avranno di voi.

404, sicuri che sia solo un errore?

Se stai progettando un’esperienza digitale, siamo arrivati alla parte che ti consiglio di pensare per prima: i messaggi d’errore.

Non è una mancanza di fiducia miei piccoli lettori, ma gli errori – di sistema o degli utenti – sono una parte imprenscindibile per qualsiasi sistema digitale.

Nel caso in cui si verifichino condizioni impreviste, è fondamentale fornire agli utenti le informazioni corrette che li aiutino a gestirle.

Un messaggio di errore è un suggerimento – testuale e visuale – che viene visualizzato quando qualcosa va storto. Il tono deve essere chiaro e utile, in modo che il problema possa essere ben definito e affrontato.

Il server in down momentaneo non è come una pagina in manutenzione, che a sua volta non è come un browser non supportato: ad ogni problema corrisponde non solo una soluzione ma un determinato messaggio.

Un tono educato e amichevole e, perché no, un po’ di umorismo è un ottimo modo per accompagnare anche gli utenti più infastiditi dal disservizio.

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Onboarding: “utente, salga a bordo!”

E se prima li abbiamo coinvolti con Headline, Subheadline, Bodycopy che hanno raccontato una storia, è arrivato il momento di far provare il nostro prodotto. 

Per questo il modo più immediato è quello di creare dei tutorial, aiutando l’utente ad orientarsi e scoprire tutte le funzionalità che offri.

In questo caso l’esigenza è quella di un copy che sottolinei i vantaggi nell’utilizzo della tua app – ad esempio. Ricordati che la domanda aurea è e sarà sempre una: come e quale problema della tua vita sto risolvendo?

Punta quindi su suggerimenti chiari, non ovvi e soprattutto non rischiare di annoiare chi ti sta seguendo.

Menù di navigazione

È il componente alla base di ogni User Interface, quello che consente l’interazione con un prodotto tramite un controllo grafico.

I menù di navigazione possono variare in base al posizionamento – laterale, header menù, footer menù – e come tipo di interazione – Sticky, Drop down, Drop up o a scorrimento.

I copy per le voci di menù comprendono solitamente una parola che può essere legata ad un’azione specifica (invia, salva, scarica) oppure introdurre il contenuto o le sezioni preventivamente progettate. Nell’ultimo secondo caso il copy deve spiegare all’utente dove atterrerà una volta cliccato.

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Tooltips

 

I Tooltips sono elementi della navigazione che possiamo descrivere come delle “etichette” contenenti dei piccoli suggerimenti testuali, che appaiono quando l’utente passa con il cursore su un punto specifico dell’interfaccia.

Il loro compito è quindi quello di fornire indicazioni sui componenti interattivi della pagina, sulla loro essenza o sulla precisa funzione.

In questo caso il copy deve essere scritto prevalentemente in forma imperativa: stiamo parlando di un’informazione specifica non di una distrazione.

Per assolvere al meglio a questo obiettivo non superare le 150 battute (spazi compresi). Solo in caso di estrema necessità, valuta piuttosto la creazione di più labels.

Adesso via, inizia a scrivere!

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