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CupClub: la tazza di caffè sostenibile che puoi riutilizzare 132 volte

  • Gli studiosi hanno rilevato che sprechiamo in media circa 600 miliardi di tazze di caffè all’anno, non riutilizzabili, creando danni notevoli nei confronti dell’ambiente
  • Sofia Quareshi crea CupClub a giugno 2019: i bicchieri, in polipropilene a bassa densità completamente riciclabile, possono essere utilizzati fino a 132 volte prima della fase di riciclo

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CupClub nasce da una semplice domanda: quante volte, durante la giornata, cestiniamo tazze di caffè senza neppure pensarci? Tante, troppe. E sì, parliamo di quelle tazze monouso, con una capienza di 450 ml, che vengono utilizzate per distribuire il caffè lungo all’americana o altre bevande simili nei coffee shop.

Recenti studi, infatti, hanno dimostrato che sprechiamo circa 600 miliardi di tazze di caffè all’anno, con altrettanti coperchi di plastica e contenitori di carta rivestiti di materiale isolante plastificato. Sfortunatamente, non sono riutilizzabili ma creano, come sappiamo, danni enormi.

Proprio per questo, l’architetto Safia Qureshi ha deciso di trovare un’alternativa alle tazza usa-e-getta usate in tutto il mondo. In precedenza, la co-founder di CupClub si era dedicata ad appartamenti di lusso e spazi esclusivi, ma poi ha deciso di focalizzarsi sugli oggetti di uso comune utilizzati da tutti, non da un’unica classe sociale.

I contenitori per la raccolta delle tazze CupClub. Photo©Steve Forrest

CupClub dice addio alle tazze di caffè monouso

Nel 2013, lo spreco di plastica non destava ancora grande preoccupazione. Ma Qureshi, con il collega Maxwell Mutanda, l’aveva intuito: “Ho potuto notare che l’epidemia di materie plastiche sarebbe diventata presto un problema tremendo”.

In passato, qualcuno aveva già tentato l’impresa con una condivisione di tazze normali. I clienti più attenti all’ambiente hanno restituito le tazze, ma non tutti hanno accolto l’iniziativa. Secondo Qureshi, per cambiare il comportamento delle persone, dobbiamo renderlo facile per loro.

L’intuizione arriva nella metro di Londra, quando vede tre amici che sorseggiano tazze di design mentre raggiungono l’ufficio. Arrivati alla fermata, i viaggiatori gettano le tazze in un cestino. In quel momento, Qureshi realizza che lasciare la tazza di caffè in un centro di raccolta, piuttosto che nei vari cestini, è altrettanto semplice, ma molto più utile.

Inoltre, se l’estetica delle tazze viene studiata come per i prodotti di lusso, scegliere i materiali adatti a completare l’opera non appare più così strano.

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Packaging as a Service

Nel giugno 2019 nasce, quindi, CupClub. In questo sistema circolare, tutti i bicchieri possono essere utilizzati fino a 132 volte prima della fase di riciclo. A Londra, numerosi punti di raccolta sono già presenti nei bar. Dopo aver consumato la bevanda, è sufficiente gettare la tazza nell’apposito contenitore.

CupClub – Photo©Steve Forrest

CupClub raccoglie quotidianamente le tazze usate, le pulisce con lavastoviglie industriali e le riporta nei bar. Questo processo, oltre a limitare la quantità di rifiuti nelle discariche, richiede solo la metà del carbonio di una tazza monouso.

Processi simili sono già comuni a molti paesi nel mondo. In India, per esempio, i chai stand vendono tè in tazze d’acciaio inossidabile: i clienti bevono lungo la strada, poi i venditori raccolgono e lavano le tazze. E in Asia meridionale, la Coca-Cola arriva nelle bottiglie di vetro che i distributori raccolgono, lavano e riempiono.

Per molti, l’idea di restituire un contenitore è una prassi, e lo stesso può accadere con CupClub. Negli ultimi mesi, molte caffetterie di Londra hanno aderito al progetto, sottraendo alle discariche oltre 100.000 tazze inquinanti. CupClub intende servire 6 milioni di drink già nel primo anno di vita. “Pensiamo a quest’attività in termini di Packaging as a service“, afferma Qureshi.

CupClub, dall’app al nuovo modello di utilizzo

Le tazze e i coperchi CupClub sono in polipropilene a bassa densità, completamente riciclabile. Bianche ed eleganti, hanno la stessa forma e dimensione delle tazze presenti sul mercato. Inoltre, possono essere rintracciate anche al termine del ciclo di vita con un chip RFID che le rende identificabili.

Per entrare in CupClub basta scaricare l’app e richiedere le tazze nelle caffetterie convenzionate. Se la tazza non viene restituita entro un certo periodo, il cliente riceve un addebito di tre dollari. Ma questo elemento non scoraggia affatto i consumatori, sempre più entusiasti e attenti ai rifiuti prodotti.

Cupclub – La versione inglese dell’app nel Google Play Store

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Secondo Qureshi, in futuro il modello CupClub potrà estendersi ad altri prodotti. Per ora è comunque un’ottima alternativa ai contenitori usa-e-getta che normalmente usiamo per poco tempo (solo 20 minuti alla volta), e questo semplifica il processo di raccolta. Pensiamo, ad esempio, ai contenitori per alimenti, insalatiere o posate monouso.

“Ora che abbiamo l’infrastruttura, possiamo applicarla a molti altri prodotti“, spiega Qureshi. E questo evidenzia come, ancora una volta, i modelli imprenditoriali sostenibili riescano ad ottenere riscontri più rapidi rispetto alle campagne di sensibilizzazione degli enti governativi.

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